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PIAZZA DELLA SIGNORIA

Piazza della Signoria cominciò ad essere al centro della politica fiorentina sin dagli esordi della storia della Repubblica. Quando nel 1268 il partito dei Guelfi, ancora una volta acquisì il controllo, decise di abbattere le case dei Ghibellini loro rivali. Questa famosa Piazza a forma di “ L ” iniziò a diventare storia sulle rovine di 36 case che vennero demolite. Non vennero più costruiti altri edifici al loro posto e questo è il motivo per cui, gli edifici intorno il quadrato, non sono allineati.

Il nome della piazza effettivamente deriva dal Palazzo progettato da Arnolfo di Cambio nel 1298, dove risedette il governo della Repubblica (chiamato la SIGNORIA). Il Palazzo ha continuato a mantenere la sua funzione politica a Firenze durante il Regno del Medici e successivamente sotto il Duca Cosimo I, che vi risedette tra il 1540 e il 1565. Fu durante questo periodo che fu commissionato a Giorgio Vasari il compito di raddoppiare le dimensioni dell'edificio.

Più tardi quando il Granduca e la sua famiglia deciso di spostarsi al nuovo Palazzo Pitti nel 1565, Palazzo della Signoria iniziò a diventar noto come Palazzo Vecchio. Certamente esso è non solo il centro civile di Firenze, ma anche una delle attrazioni all'aperto più visitate della città, dove ci sono gli Uffizi e la Loggia dei Lanzi, contenenti numerose opere di arte. Numerose sculture sono visibili sotto gli eleganti archi della loggia, erette per le cerimonie pubbliche della Signoria. Vi sono le sei statue romane di spalle contro il muro rappresentanti eroine. C'è anche il RAPIMENTO di POLISSENA, un lavoro del XIX secolo di Pio Fedi. Ercole e il Centauro sono del Giambologna. Ai lati della loggia vi sono due capolavori: Perseo con la testa di Medusa realizzata da Benvenuto Cellini e il Ratto delle Sabine del Giambologna. Le statue in Piazza meritano un capitolo a se stante. A parte le grandi sculture allineate davanti la facciata del Palazzo Vecchio compresa la più famosa che è sicuramente la copia del David di Michelangelo, che sostituì l'originale nel tardo secolo scorso.

Di fronte alla Fontana di Nettuno dell’Ammannati si può vedere sul terreno una targa rotonda in marmo che indica il luogo esatto dove il monaco domenicano, Girolamo Savonarola, fu bruciato sul rogo insieme ad altri confratelli, il 23 maggio 1498, dopo tessere stato torturato per settimane sulla ruota nel palazzo. La Piazza è delimitata da una serie di case che risalgono ai secoli XIV e XVI, tra cui il Tribunale del mercanzia (1359, un'antica Corte di giustizia in materia commerciale) e XVI secolo Palazzo Uguccioni, la cui facciata sembra sia stata progettata da Raffaello. Al numero 5 della Piazza si trova il Palazzo che contiene la collezione che Alberto della Ragione, il collezionista genovese, donò al Consiglio Comunale (1970). Le 21 camere contengono 250 dipinti italiani del periodo compreso tra 1910-1950.

Nel 1980 quando la piazza venne ripavimentata, si scoprirono molti resti di edifici antichi. In seguito a studi fatti dal Ministero dei Beni Culturali, si ebbe conferma che l'area fu sito dei primi insediamenti umani vicino all'Arno, mentre i resti Neolitici scoperti, sono risalenti anche a prima della fondazione della città romana. Inltre molti resti della Firenze romana sono stati trovati sotto le case medievali, compresi alcuni bagni termali e un laboratorio per il bagno delle stoffe. La presenza di questo tipo di resti dimostra che questa attività svolgeva già da molto tempo un ruolo estremamente importante nella storia economica della città.

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